Acqua potabile corrente per i profughi del campo di Azraq in Giordania


Acqua che esce da una conduttura d’acciaio. Sullo sfondo si intravedono le tende bianche del campo profughi di Azraq, in Giordania.
Nel campo giordano di Azraq l’Aiuto umanitario della DSC ha installato 35 chilometri di condutture idriche. La rete fornisce acqua a migliaia di famiglie di profughi. © DSC

La Giordania accoglie sul proprio territorio più di 600’000 profughi siriani. Il campo profughi di Azraq è il secondo più importante del Paese. Nel campo di Azraq l’Aiuto umanitario della DSC, in collaborazione con l’UNICEF, costruisce una rete di distribuzione idrica. Migliaia di famiglie hanno così accesso diretto all’acqua potabile. 

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Giordania
Acqua
Acqua potabile e strutture igieniche elementari (WASH) (til 2016)
Conservazione delle risorse idriche
01.02.2016 - 30.06.2017
CHF 2'210'000

Il campo profughi di Azraq in Giordania ospita circa 35’000 profughi siriani ed è dunque il secondo più grande del Paese. Il campo, allestito dalle autorità giordane nell’aprile del 2014, è situato su una piana desertica a 90 chilometri dalla frontiera con la Siria. Il sito è stato concepito per ospitare fino a 55’000 persone ed è gestito dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR).

In estate, con le temperature canicolari, l’accesso continuo all’acqua potabile è una priorità per chi vi abita. In un primo tempo sono state impiegate 40-50 autocisterne per prelevare l’acqua da una sorgente a 50 chilometri di distanza e trasportarla al campo. L’operazione era però onerosa: un metro cubo d’acqua trasportata veniva a costare 4,30 CHF. Nell’agosto del 2015, grazie a un nuovo punto di prelievo creato a 2,5 chilometri dal campo, il costo per metro cubo è sceso a 1,50 CHF. Con una popolazione in costante aumento era però necessario trovare una soluzione più efficace ed economica per garantire l’accesso all’acqua potabile.

Distribuzione capillare dell’acqua potabile

L’UNICEF, l’organizzazione per il sostegno all’infanzia, dirige tutte le attività dell’ONU nel settore dell’approvvigionamento idrico e delle reti fognarie in Medio Oriente, comprese quelle nel campo di Azraq. Nell’autunno del 2015 questa organizzazione ha firmato un accordo con l’Aiuto umanitario della DSC che ha risposto all’appello di creare di una rete di distribuzione di acqua corrente all’interno del campo profughi. Esperti in materia idrica del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) sono stati incaricati della realizzazione del progetto in loco. Uno degli esperti è stato messo a disposizione dell’UNICEF.

L’apertura di un secondo punto di prelievo nelle vicinanze del campo serviva a diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la dipendenza da un unico pozzo. Una contaminazione di quest’ultimo avrebbe infatti avuto conseguenze disastrose poiché l’intero campo sarebbe rimasto senza acqua potabile. Per canalizzare e trasportare l’acqua al campo sono stati posati 35 chilometri di condutture idriche e installati 214 rubinetti all’interno del sito. È stato inoltre formato personale tecnico locale per assicurare la manutenzione degli impianti. 

Investimenti in programmi di formazione con i fondi risparmiati

I lavori sono terminati nel maggio del 2017. Al posto delle autocisterne è entrato in funzione un sistema di approvvigionamento che garantisce l’accesso ininterrotto all’acqua potabile in tutto il campo profughi. Grazie al taglio dei costi di trasporto si risparmierà 1 milione di CHF all’anno che sarà investito in programmi di formazione per i profughi.

Il 19 maggio 2017 il consigliere federale Didier Burkhalter ha partecipato all’inaugurazione del nuovo impianto, 18 mesi dopo la sua prima visita nel campo di Azraq.  Il progetto è stato affidato ormai interamente all’UNICEF e al ministero giordano che si occupa dell’acqua e l’irrigazione.