Strategia 2011–2014 della Svizzera in Ucraina: quale bilancio se ne può trarre?

Deux personnes remplissent un seau d'eau potable à un robinet public
Nei di 78 Comuni che hanno beneficiato dell’impegno della Svizzera, il tasso accesso a installazioni permanenti di acqua potabileè salito al 90%. © DSC

Il periodo d’impegno 2011–2014 della cooperazione svizzera in Ucraina ha al suo attivo numerosi successi. Gli stravolgimenti del 2014 hanno costretto la Svizzera ad adattare il suo impegno in loco, in particolare in Crimea. Quale bilancio se ne può trarre?

Nel periodo 2011–2014 la cooperazione svizzera si è focalizzata sulla parte occidentale e centrale dell’Ucraina. In questa fase sono stati messi a segno numerosi successi nei settori prioritari della Svizzera come la promozione del buongoverno locale, lo sviluppo dei servizi pubblici, la decentralizzazione, il miglioramento della salute riproduttiva e la gestione sostenibile delle risorse energetiche e delle finanze. Nel 2014 le autorità ucraine hanno del resto integrato nei loro progetti di riforma questi risultati promettenti nei settori della sanità e della decentralizzazione.   

  • Buongoverno locale e servizi pubblici

Appena il 22% della popolazione ucraina che vive nelle zone rurali ha accesso a installazioni permanenti di acqua potabile. Nei 78 Comuni che hanno beneficiato dell’impegno della Svizzera, il tasso è salito al 90%.

Cinque regioni ucraine partner della Svizzera hanno anche migliorato i loro servizi pubblici creando un sistema di partecipazione cittadina e di gestione del budget. Circa 150 Comuni partner hanno integrato nelle loro pratiche gli standard europei di buongoverno, tra cui la buona gestione delle finanze locali. La Svizzera ha inoltre messo a disposizione esperti incaricati di aiutare le autorità ucraine a formulare una strategia di riforme improntate alla decentralizzazione. 

  • Salute riproduttiva

In quattro regioni partner, l’aiuto della Svizzera nell’ambito della salute riproduttiva ha consentito di ridurre il tasso di mortalità infantile dal 9% nel 2010 all’8,3% nel 2013. Tra gli obiettivi definiti dalla Svizzera figurava un maggior coinvolgimento della figura maschile durante la gravidanza e nell’accudimento dei figli. Le cifre mostrano a tale riguardo segnali incoraggianti: tra il 2010 e il 2013 la presenza dei padri durante il parto è salita dal 67% all’83%. Le autorità ucraine, prendendo atto dei successi dell’approccio adottato dalla Svizzera in questo settore, hanno riconosciuto la possibilità di replicarli in altre regioni del Paese.   

  • Gestione sostenibile delle risorse energetiche

Diversi attori del mercato, tra cui autorità locali ed enti pubblici e privati, hanno sviluppato un sistema più efficace di gestione dell’efficienza energetica e ridotto il consumo energetico nel quadro di progetti finanziati dalla Svizzera. Hanno inoltre ampliato le loro competenze integrandovi la pianificazione energetica e sviluppando la capacità di raccogliere fondi per anticipare futuri investimenti in quest’ambito. Parallelamente è stato possibile potenziare il dispositivo legale in materia di efficienza energetica, sensibilizzare i cittadini sul tema dell’efficienza energetica, sviluppare prodotti finanziari mirati, introdurre sistemi globali di gestione energetica nonché migliorare le competenze di più di trenta aziende del settore.

  • Stabilità finanziaria ed economica

Nel periodo 2011–2014 la cooperazione svizzera si è focalizzata sul miglioramento delle condizioni di lavoro delle PMI e del settore agricolo. La Svizzera ha sostenuto in tal senso varie riforme, per esempio sul modello di una legge sull’insolvibilità. Grazie alla razionalizzazione del sistema di autorizzazioni e licenze nell’agricoltura, circa 11’000 PMI hanno beneficiato di un risparmio annuo complessivo di 75 milioni di CHF. Più in generale, il contesto di sviluppo delle PMI si è dinamicizzato e si è aperto rispetto al passato, consentendo ai produttori di merci di accedere a nuovi mercati di sbocco. La Svizzera fornisce sostegno tecnico per attrarre investitori internazionali nei settori più promettenti.          

2014, un anno di adattamenti

La rivolta di Piazza Maidan a Kiev nel novembre 2013 e l’annessione della Crimea da parte della Federazione russa nel marzo 2014 hanno alimentato progressivamente il conflitto armato in Ucraina. Nel corso del 2014 la cooperazione svizzera si è vista pertanto costretta ad adattare i suoi obiettivi alla nuova situazione di fatto, decidendo per esempio di ritirarsi dalla Crimea e fornire aiuto d’emergenza agli sfollati e alle persone nelle zone di conflitto. Nel 2014 la Svizzera ha destinato all’aiuto umanitario fondi complessivi per 3,1 milioni di CHF: questo importo fa della Svizzera uno dei donatori più importanti al fianco di Unione europea, Stati Uniti e Canada.