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I quattro attori della cooperazione internazionale della Svizzera impegnati in Ucraina

L’Ucraina è uno dei rari Paesi per i quali la Svizzera svolge un programma di cooperazione e sviluppo tramite i quattro attori della sua cooperazione internazionale. La SECO, due divisioni della DSC e la DPDU attuano da oltre due decenni iniziative sul posto per sostenere il processo di modernizzazione e di riforme in Ucraina. Insieme, costituiscono la base dell’impegno della Svizzera in questo Paese.

La rivoluzione ha riunito tutti gli strati della società ucraina, che si sono schierati insieme contro un sistema socioeconomico ispirato all’ex Unione Sovietica e nel quale non si riconoscevano più. Sin dalla sua indipendenza, acquisita nel 1991, l’Ucraina non ha mai smesso di lottare per scardinare il dominio oligarchico, la corruzione e l’instabilità finanziaria, che avevano fatto sprofondare la popolazione nella povertà. La rivolta di Maidan, che ha avuto luogo tra il 2013 e il 2014, si è man mano estesa a tutte le regioni del Paese, dando l’impulso per un vasto processo di riforme strutturali volte a migliorare al contempo le istituzioni statali e il benessere della società.

Da allora, nel Paese si lavora per avviare transizioni a livello politico, economico e sociale che sono appoggiate da una moltitudine di attori nazionali, internazionali e multilaterali. Tuttavia, le riforme promesse sono state spesso messe a dura prova: un conflitto armato, la pandemia di COVID-19 e la transizione energetica e ambientale sono sfide supplementari a cui hanno dovuto far fronte le autorità ucraine. Vista l’ampiezza dei cantieri in corso e considerato l’enorme numero di attori coinvolti, è diventata sempre più evidente a tutti la necessità di un maggiore coordinamento (cfr. articolo seguente).

La Svizzera è impegnata in Ucraina da oltre 25 anni

La Svizzera è sempre stata presente in Ucraina con la sua cooperazione internazionale (CI). Impegnata a favore del Paese da oltre 25 anni, in circa due decenni ha investito in quest’ambito un importo pari a 27 milioni CHF all’anno per lavori di sostegno direttamente sul posto.

Lo ha fatto tramite i quattro attori della CI, ossia la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), le Divisioni Cooperazione con l’Europa dell’Est e Aiuto umanitario della DSC nonché la Divisione Pace e diritti umani del DFAE (DPDU). L’Ucraina è uno dei rari Paesi per i quali la Svizzera svolge un simile programma di cooperazione con tutti gli strumenti di cui dispone. Ciò consente, di fatto, di garantire la coerenza, la complementarità e l’efficacia dell’impegno della Confederazione. In questo modo gli strumenti agiscono in maniera trasversale su più ambiti d’intervento prioritari, sviluppando azioni a favore della pace, della prosperità, della sostenibilità e anche della digitalizzazione.

Strategia di cooperazione internazionale e Agenda 2030

In linea con la sua azione in Ucraina, la Svizzera garantisce una partecipazione attiva nel quadro dell’OSCE. Il sostegno alle riforme, che sia in materia di decentramento, di promozione del rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, di economia o di sanità, mira a garantire alla popolazione locale condizioni quadro dignitose e servizi di qualità. La loro assenza, anche in passato, ha tra le altre cose alimentato l’emigrazione forzata o illegale, che costituisce ancora oggi una delle preoccupazioni maggiori per la stabilità dell’Europa.

Naturalmente tutte le azioni menzionate sopra sono contenute nella Strategia di cooperazione internazionale 2021–2024, che a sua volta è uno strumento di politica estera della Svizzera. Anche questo maggiore impegno si inserisce nel quadro dell’attuazione dell’Agenda 2030.

Ultima modifica 26.01.2022