Questioni bilaterali, minoranze linguistiche, Europa: il consigliere federale Ignazio Cassis in Romania per colloqui politici

Comunicato stampa, 10.09.2018

Nel quadro di una visita ufficiale il consigliere federale Ignazio Cassis ha incontrato a Bucarest il capo del Governo Vasilica-Viorica Dăncilă e il suo omologo, il ministro degli esteri Teodor Meleșcanu, per colloqui bilaterali. Gli incontri erano incentrati sulla prossima presidenza rumena del Consiglio dell’UE, sulla politica europea e su temi bilaterali oltre che sulla cooperazione tra i due Paesi nell’ambito del contributo all’allargamento. In precedenza il consigliere federale Cassis aveva avuto uno scambio con rappresentanti della minoranza di lingua tedesca in Romania a Sibiu/Hermannstadt.

Incontro di Ignazio Cassis con il ministro degli affari esteri Teodor Meleșcanu, per i colloqui bilaterali. Sullo sfondo, le bandiere della Romania e della Svizzera.
Il capo del DFAE Ignazio Cassis incontra il ministro degli affari esteri Teodor Meleșcanu, per colloqui bilaterali. © DFAE

Nel 2011 la Svizzera e la Romania hanno celebrato i 100 anni di relazioni diplomatiche, nel 2018 la Romania festeggia i 100 anni dell’«unificazione» con la quale, alla fine della prima guerra mondiale, anche la Transilvania entrò a far parte del territorio del Paese. Dal 2004 la Romania fa parte della NATO e dal 2007 è membro dell’UE. Anche se per il momento non appartiene allo spazio Schengen né alla zona euro, il Paese, luogo d’origine del drammaturgo Eugène Ionesco e dello scultore Constantin Brâncuși, è pronto a svolgere un ruolo importante nell’Unione: nel primo semestre del 2019 assumerà infatti la presidenza del Consiglio dell’UE.

Le priorità della presidenza sono state uno dei temi principali dei colloqui che hanno avuto luogo oggi a Bucarest tra il consigliere federale Cassis, il ministro degli esteri rumeno e il capo del Governo Vasilica-Viorica Dăncilă. Il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha inoltre illustrato al suo omologo Meleșcanu lo stato dei negoziati istituzionali tra la Svizzera e l’UE.

Un altro tema dell’incontro era la collaborazione tra i due Paesi nei campi della formazione e della ricerca, dei compiti di polizia e in ambito economico. Nel 2017, il volume di scambi tra i due Paesi è stato di circa 1,4 miliardi di franchi, con un avanzo della bilancia commerciale a favore della Svizzera di circa 130 milioni. Gli investimenti diretti, pari a 2,5 miliardi di euro, fanno della Svizzera l’ottavo investitore in ordine di importanza in Romania.

Anche la cooperazione nel quadro del contributo all’allargamento è stata discussa durante i colloqui politici: dal 2009 la Svizzera sostiene in Romania, tramite la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), 62 progetti per un totale di 181 milioni di franchi, di cui circa l’85 per cento già impegnati (il contributo giungerà a scadenza nel 2019). I progetti contribuiranno a promuovere la crescita economica, migliorare le condizioni di lavoro, incrementare la sicurezza pubblica, proteggere l’ambiente e rafforzare la società civile. Il sostegno ai nuovi Stati UE è stato approvato dal Parlamento nel 2007.

In vista di un possibile secondo contributo svizzero il consigliere federale Cassis ha informato il suo interlocutore a Bucarest che il Consiglio federale prenderà una decisione in merito una volta conclusa la procedura di consultazione e tenendo conto della situazione complessiva delle relazioni tra la Svizzera e l’UE.

Il capo del DFAE ha approfittato del suo soggiorno a Bucarest per visitare uno dei progetti promossi dalla Svizzera nel quadro del contributo all’allargamento. La Svizzera fornisce consulenza al servizio di soccorso rumeno SMURD (il servizio di pronto intervento mobile in caso di emergenza, rianimazione e salvataggio) per la rielaborazione dei piani di formazione e dei relativi moduli d’insegnamento in medicina di emergenza affinché rispettino gli standard internazionali. Nell’ambito del progetto SMURD alcuni medici tengono corsi di perfezionamento per formatori e il personale appena formato può esercitarsi ad affrontare le emergenze. In particolare è stato ampliato il servizio di salvataggio aereo con il supporto della Guardia aerea svizzera di soccorso (Rega). Con questo progetto la Svizzera sostiene inoltre la Romania nel raggiungimento del suo obiettivo: migliorare la qualità dei servizi sanitari di emergenza in tutto il Paese entro il 2020.

Prima dei colloqui politici a Bucarest il consigliere federale Cassis ha incontrato alcuni rappresentanti della minoranza di lingua tedesca in Romania. Durante il fine settimana ha avuto uno scambio con la sindaca di Sibiu/Hermannstadt Astrid Fodor e ha inoltre parlato con Paul-Jürgen Porr, il presidente del Forum democratico dei tedeschi in Romania (DFDR) che rappresenta la minoranza linguistica nel Parlamento nazionale. Questa minoranza, arrivata nel Paese tra il XII e il XIII secolo, è composta oggi da circa 36 000 persone.

Il consigliere federale Cassis si è infine informato in merito a esempi concreti di collaborazione economica nei dintorni di Sibiu/Hermannstadt e ha visitato l’azienda di un imprenditore agricolo svizzero che mette in evidenza l’efficacia dell’impiego di competenze svizzere nel contesto rumeno.


Informazioni supplementari:

Relazioni bilaterali Svizzera – Romania
Contributo svizzero all’allargamento, Romania
Blog DFAE: «JOBS»: una nuova materia nelle scuole rumene


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