Contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell’UE

Giovani apprendisti che lavorano insieme a un banco di lavoro.
Già con il contribuito all’allargamento, fondi sono stati contribuiti direttamente in progetti, come la formazione di giovani professionisti a Sofia, Bulgaria. © DSC

Il contributo della Svizzera è un investimento nella sicurezza, nella stabilità e nella prosperità in Europa ed è pertanto in linea con gli interessi della Svizzera. Con il secondo contributo, la Svizzera rafforza e approfondisce le sue relazioni bilaterali con i Paesi partner e con l’intera UE. Inoltre, con le priorità tematiche del secondo contributo svizzero, ovvero formazione professionale e migrazione, la Svizzera può concorrere a trovare una soluzione alle sfide che l’Europa si trova oggi ad affrontare e che riguardano direttamente anche il nostro Paese.

Lo sblocco del secondo contributo fa parte dell’agenda di politica europea del Consiglio federale nell’ottica di un proseguimento della via bilaterale. In questo modo la Svizzera dà un impulso positivo al buon funzionamento del partenariato con l’UE dopo la fine dei negoziati su un accordo istituzionale. Il 30 settembre 2021 le Camere federali hanno deciso di sbloccare il secondo contributo svizzero ad alcuni Stati membri dell’UE. In concreto è stata stralciata una condizione nei crediti quadro «coesione» e «migrazione», già approvati nel 2019, che ha finora bloccato l’attuazione del contributo.

Come per il contributo all’allargamento, anche per il secondo contributo svizzero è previsto lo stanziamento di 1,302 mia. CHF dilazionati su dieci anni, ossia mediamente 130 mio. CHF all’anno, destinati a progetti e programmi selezionati nei Paesi partner e non trasferiti direttamente nei loro bilanci né all’UE.

Credito quadro «coesione»

1,102 mia. CHF sono destinati ai 13 Stati membri che hanno aderito all’UE a partire dal 2004, ossia Bulgaria, Cipro, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia e Ungheria (UE-13). Questo importo è previsto per il rafforzamento della coesione, anche tramite le attività nel nuovo ambito prioritario della formazione professionale. In funzione delle priorità dei Paesi partner e della Svizzera, i fondi possono essere impiegati anche in altri settori, come ricerca e innovazione, sistemi sociali e sanitari, sicurezza pubblica, impegno dei cittadini e trasparenza, protezione del clima e dell’ambiente e finanziamenti a PMI. I fondi di questo credito devono essere impegnati entro cinque anni, ossia entro il 3 dicembre 2024.

Credito quadro «migrazione»

200 mio. CHF sono destinati agli Stati membri dell’UE particolarmente colpiti dai movimenti migratori. Potranno quindi essere presi in considerazione anche Stati membri dell’UE che non fanno parte dell’UE-13. Con questo contributo la Svizzera sostiene misure per una migliore gestione dei movimenti migratori. 

Cronologia

2021  

  • sblocco da parte del Parlamento del secondo contributo svizzero (stralcio della condizione del trattamento non discriminatorio, 30 settembre)
  • adozione del messaggio del Consiglio federale sullo sblocco del secondo contributo svizzero (stralcio della condizione del trattamento non discriminatorio, 11 agosto)

2019

  • approvazione dei crediti quadro «coesione» e «migrazione» da parte del Parlamento (con la condizione del trattamento non discriminatorio) (3 dicembre)

2018

  • adozione del messaggio del Consiglio federale sul secondo contributo svizzero (28 settembre)