Soluzioni abitative per gli sfollati


Condominio, Ovca, Serbia
Condominio, Ovca, Serbia © CEB

A seguito della guerra negli anni 1990, in Bosnia e Erzegovina, Croazia, Montenegro e Serbia, più di tre milioni di persone sono state costrette a lasciare le proprie case e a rifugiarsi altrove, dentro o oltre i confini nazionali. A 23 anni dagli Accordi di Dayton, nei Balcani occidentali c’è ancora circa mezzo milione di persone vulnerabili sfollate a causa della guerra nell’ex Jugoslavia. Obiettivo del Regional Housing Programme (RHP) è fornire soluzioni abitative stabili ai profughi e agli sfollati interni che ne hanno bisogno.

Región/País Tema Período Presupuesto
Balcanes occidentales
Migración
Desplazamiento forzado (refugiados, PDI, trata humana)
01.03.2019 - 31.12.2022
CHF 1'555'000

Per rimediare a questa protratta situazione, nel 2011 i quattro Paesi hanno definito un programma regionale globale per fornire una sistemazione stabile ai profughi in necessità insediatisi nella regione e per gli sfollati interni (beneficiari RHP). Questa iniziativa regionale è parte integrante del processo di Sarajevo su profughi e sfollati (Sarajevo Process on refugees and displaced persons), avviato nel 2005, ed è sostenuta dalla comunità internazionale, tra cui l’Unione europea, gli Stati Uniti, l’ACNUR, l’OSCE e la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa (CEB).


IL REGIONAL HOUSING PROGRAMME
L’RHP, che è stato lanciato nel 2012 e sarà completato entro la fine del 2022, si prefigge di contribuire a risolvere in maniera soddisfacente il perdurante problema dei profughi e degli sfollati rimasti in Bosnia e Erzegovina, Croazia, Montenegro e Serbia, fornendo soluzioni abitative sostenibili e stabili, nel pieno rispetto dei diritti di queste persone. Dal 2012 sono stati approvati 289 milioni di euro.
L’RHP si propone di fornire, fino al 2022, almeno 11 800 unità abitative a circa 36 000 profughi e sfollati in difficoltà nei quattro Paesi partner.

La Svizzera ha aderito all’RHP in qualità di donatore nel 2012 e ha versato complessivamente 7,8 milioni di franchi. I fondi sono stati messi a disposizione dalla SEM (Segreteria di Stato della migrazione) e dalla DSC.


BENEFICIARI DEL REGIONAL HOUSING PROGRAMME
I profughi e gli sfollati interni si distribuiscono tra le diverse sistemazioni attualmente assegnate: migliaia di loro vivono ancora in centri collettivi, altri in strutture alloggiative formali o informali o, ancora, in alloggi privati. I destinatari del programma possono scegliere se ritornare e reintegrarsi nel proprio luogo di origine o se integrarsi nel posto di residenza attuale. Per tutti saranno individuate soluzioni abitative migliori e durature, edificando nuovi immobili, ricostruendone di esistenti o persino acquistando appartamenti e case o, in alternativa, fornendo materiali da costruzione e alloggio in enti di assistenza sociale.

Secondo le previsioni, l’RHP fornirà 11 800 unità abitative durature e sostenibili per dare alloggio a 36 000 persone. I beneficiari sono profughi, sfollati, persone che rientrano e anziani in difficoltà. Le capacità esecutive del programma hanno conosciuto una netta accelerazione con l’aumento del numero di unità abitative costruite, acquistate o ristrutturate e consegnate ai destinatari. A dicembre 2019 erano stati consegnati più di 6200 alloggi. Nel 2020 si raggiungerà un picco con l’assegnazione di oltre 3200 unità abitative. A parte fornire soluzioni abitative stabili, il programma avrà ricadute positive sull’autosufficienza e sul livello di reddito dei profughi e degli sfollati interni.

 

COOPERAZIONE REGIONALE E RICONCILIAZIONE GRAZIE ALL’RHP
Tutte le parti interessate sono concordi nell’affermare che il programma contribuisce anche a migliorare la cooperazione regionale, oltre che alla riconciliazione nazionale e regionale. L’RHP sta anche fornendo un importante contributo alla riduzione della povertà, all’inclusione sociale e all’emancipazione economica e sta sostenendo la Bosnia e Erzegovina, il Montenegro e la Serbia nel loro processo di adesione all’UE. L’iniziativa può inoltre diventare un modello per la risoluzione di crisi di lungo corso in fatto di profughi e sfollati interni in tutto il mondo.