Migrare per il benessere sociale e lo sviluppo economico in Sri Lanka


I membri di una famiglia osservano di buon umore documenti di viaggio
Una migrazione ben pianificata, sicura e regolamentata permette di avere condizioni di lavoro dignitose all’estero e porta (allo) sviluppo economico © DSC

Ogni anno sono parecchie le persone che lasciano lo Sri Lanka per lavorare alcuni anni all’estero, soprattutto negli Stati del Golfo. In questo modo promuovono lo sviluppo della propria patria, ma spesso sono maggiormente soggette a violazioni dei diritti umani fondamentali e in particolare dei diritti del lavoro. La DSC si impegna quindi a favore di condizioni quadro dignitose nell’ambito della migrazione del lavoro nella regione.

Paese/Regione Tema Periodo Budget
Sri Lanka
Migrazione
Migrazione della manodopera
Migrazione in generale (aspetti relativi allo sviluppo e partenariati)
01.03.2016 - 29.02.2020
CHF 6'850'000

Circa 300 000 persone lasciano ogni anno lo Sri Lanka per cercare lavoro soprattutto negli Stati del Golfo. Partono per sfuggire alla povertà e per migliorare le opportunità di reddito, salute e istruzione per se stessi e per la propria famiglia. I trasferimenti di fondi da parte dei migranti sono un’importante fonte di reddito non soltanto per i familiari in Sri Lanka, ma per l’intero Stato insulare, poiché il denaro sfocia nei mercati locali e viene investito nelle aziende e nell’istruzione.

Questo potenziale di sviluppo non può tuttavia essere sfruttato appieno visto che in questo contesto la migrazione comporta spesso rischi elevati. Soprattutto i lavoratori poco qualificati sono di frequente vittime di violazioni dei diritti umani e in particolare del diritto del lavoro. Queste violazioni spaziano dal mancato versamento del salario e spese di reclutamento esorbitanti fino alla privazione della libertà e ad abusi fisici e psichici. Anche per la famiglia l’assenza di un membro della famiglia è causa di insicurezze. Allevare da soli i figli e la costante preoccupazione per il benessere del/della partner, del padre o della madre creano costi sociali supplementari e una forte pressione emotiva. La DSC si impegna quindi in Sri Lanka e nella regione per la protezione dei lavoratori e delle loro famiglie, con l’obiettivo di permettere loro di organizzare la propria migrazione nel modo più sicuro possibile e secondo le norme.

Cooperazione per condizioni di lavoro dignitose

Nel 2008 il Ministero per l’occupazione all’estero (MFE, Ministry of Foreign Employment) dello Sri Lanka ha elaborato con l’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL; International Labor Organisation, ILO) una politica di migrazione del lavoro che dovrebbe far fronte alle conseguenze negative della migrazione. In collaborazione con l’Ufficio dello Sri Lanka per l’occupazione all’estero (SLBFE, Sri Lanka Bureau of Foreign Employment) e le organizzazioni della società civile, la DSC è garante di un’attuazione efficace e sostenibile di questa politica. L’obiettivo è di organizzare le condizioni quadro in modo sicuro e dignitoso affinché la migrazione possa diventare un’esperienza positiva sia per i migranti sia per le famiglie nel Paese d’origine. In questo modo i trasferimenti di fondi e le esperienze, le conoscenze e le competenze trasmesse vanno a beneficio di uno sviluppo sostenibile in Sri Lanka.

Grazie alla DSC in cinque distretti del Paese uomini e donne ricevono importanti informazioni, assistenza giudiziaria e consulenza. In questo modo possono pianificare in modo mirato e sostenibile la propria migrazione basandosi su una decisione presa autonomamente e tenendo conto di tutte le informazioni pertinenti. Nel 2015 per complessivamente 90 000 persone è stato quindi possibile organizzare la propria migrazione nel modo più positivo possibile. Nel contempo le famiglie rimaste nel Paese d’origine ricevono sostegno ad esempio nell’ambito della pianificazione finanziaria. Le persone rientrate in patria che sono state vittime di violazioni dei diritti umani ricevono assistenza psicologica per facilitare la loro reintegrazione in Sri Lanka.

La DSC promuove inoltre il dialogo tra le istituzioni governative competenti e le organizzazioni della società civile. Grazie al loro lavoro a livello comunale, queste ultime possono contribuire a fornire preziose informazioni sull’efficacia della politica migratoria nazionale per motivi di lavoro.

Conoscenze acquisite, un vantaggio nel dialogo politico regionale

Grazie al suo impegno concreto in loco, la Svizzera ha potuto posizionarsi in Sri Lanka come un partner privilegiato per le questioni migratorie. Si avvale in modo mirato dell’esperienza pratica raccolta nell’ambito del dialogo regionale e internazionale, per esempio in occasione del Processo di Colombo, un importante strumento regionale per migliorare la gestione della migrazione. Inoltre, grazie alla sua competenza, la Svizzera è stata invitata alla 15a conferenza di Doha, dove ha contribuito a creare le fondamenta per un approccio costruttivo, basato sui diritti, in materia di migrazione del lavoro nella regione.