Sostegno della Confederazione alle persone colpite dalla guerra in Ucraina

Dall’inizio del conflitto, il 24 febbraio 2022, la Confederazione ha attuato varie misure a sostegno delle persone colpite dalla guerra in Ucraina. Queste spaziano dall’aiuto umanitario, lo sminamento umanitario e l’aiuto finanziario, alla concessione dello statuto di protezione S per i rifugiati ucraini. Fino al 15 febbraio 2024 la Confederazione ha speso un totale di circa 3 miliardi di franchi per misure in Svizzera e all’estero.

 Nell'immagine di sinistra, due uomini stanno caricando delle casse su un treno merci; nell'immagine di destra, una persona sta cercando mine in un campo.
Tra le misure che la Confederazione sta attuando a sostegno della popolazione colpita dalla guerra in Ucraina figurano la fornitura di aiuti e il sostegno allo sminamento umanitario. © DFAE/FSD

Il sostegno alla popolazione colpita dalla guerra mira a rispondere alle esigenze più pressanti. La Svizzera si avvale della sua esperienza e della sua lunga presenza in Ucraina: fin dagli anni Novanta, infatti, sostiene gli sforzi di riforma del Paese. In particolare, si impegna a migliorare il tenore di vita della popolazione, a rendere più efficienti i servizi pubblici e a promuovere una crescita economica sostenibile. 

Da Kyiv (Kiev) a Kharkiv, passando per Sumy e Leopoli, una mappa interattiva mostra il sostegno della Confederazione alle persone colpite dalla guerra in Ucraina. Cliccate sull’immagine qui sopra per maggiori informazioni sui progetti.

Oggi circa la metà della popolazione ucraina dipende dagli aiuti umanitari. La Svizzera interviene di conseguenza soprattutto sul piano umanitario, sempre in linea, comunque, con le priorità tematiche del precedente programma di cooperazione a lungo termine. I progetti sono complementari e si concentrano sul raggiungimento di risultati comuni ed efficaci.

Cooperazione internazionale

La Svizzera sostiene gli sforzi di riforma dell’Ucraina fin dagli anni Novanta. In particolare, si adopera per migliorare il tenore di vita della popolazione, rendere più efficienti i servizi pubblici e promuovere una crescita economica sostenibile.

Dopo il 24 febbraio 2022, all’impegno della Svizzera si è aggiunta una forte componente umanitaria, sempre in linea, comunque, con le priorità tematiche del precedente programma di cooperazione a lungo termine, che sono, nello specifico:

  • il rafforzamento delle istituzioni democratiche
  • il miglioramento della situazione sanitaria (miglioramento dell’assistenza sanitaria di base)
  • lo sviluppo urbano sostenibile (p. es. efficienza energetica, mobilità sostenibile)
  • il rafforzamento della competitività delle piccole e medie imprese (imprese agricole, accesso ai servizi finanziari)

Questo impegno a lungo termine sarà portato avanti con i necessari adeguamenti.

  • Nel settore della cooperazione allo sviluppo, per esempio, è stato adattato un progetto per la riabilitazione dai traumi legati alla guerra e per la promozione della salute psichica.
  • Dal 2015 la Svizzera è impegnata anche nella digitalizzazione e nel decentramento. Il progetto E-Governance for Accountability and Participation (EGAP) offre importanti servizi amministrativi in formato digitale, aumentando così la trasparenza del Governo anche durante il conflitto, promuovendo la partecipazione della popolazione ai processi decisionali e riducendo la corruzione.
  • La Svizzera promuove inoltre l’accesso equo all’istruzione e il rafforzamento del buongoverno locale. Dal 2022, questo progetto include anche la costruzione di rifugi nelle scuole e la distribuzione di materiale di soccorso agli sfollati interni nelle scuole.

Sono stati inoltre adeguati i progetti di sviluppo urbano e di mobilità per tenere conto della popolazione sfollata e delle nuove condizioni socioeconomiche (p. es. accesso senza barriere a servizi e a trasporti).

Prima azione: analisi dei bisogni e forniture di soccorso

Oggi circa la metà della popolazione ucraina dipende dagli aiuti umanitari. In una prima fase, l’attenzione si è concentrata sulla valutazione dei bisogni e sulla fornitura di beni di prima necessità. Subito dopo l’inizio dell’aggressione militare della Russia contro l’Ucraina, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha valutato i bisogni in Ucraina, Polonia e Moldova e ha attivato dei centri volti a fornire un sostegno concreto alle persone colpite dalla guerra. Le consegne di materiale di soccorso sono state coordinate inizialmente proprio da questi centri.

Ad oggi, l’Aiuto umanitario della Confederazione ha trasportato dalla Svizzera all’Ucraina e ai Paesi confinanti oltre 1400 t di materiale di soccorso (p. es. attrezzature mediche, generatori, veicoli per il servizio antincendio e ambulanze) e ha acquistato in Ucraina oltre 4765 t di generi alimentari di prima necessità per sostenere la popolazione.

Aiuto invernale

Gli attacchi mirati alle infrastrutture civili dell’inverno del 2022 hanno causato la distruzione di oltre il 40 % della rete energetica. In molte località l’accesso all’acqua potabile non è ancora garantito e la fornitura di energia elettrica e le telecomunicazioni sono spesso interrotte. Considerati gli inverni rigidi in Ucraina, alla fine del 2022 il Consiglio federale ha adottato un piano d’azione per un totale di 100 milioni di franchi per gli aiuti invernali. In particolare, la Confederazione ha sostenuto e continua a sostenere progetti per la riparazione urgente delle infrastrutture civili distrutte (come p. es. le riparazioni di emergenza nei settori dell’energia, della rete stradale e della sanità). Ha inoltre adottato diverse misure anche per lo scorso inverno.

Factsheet Aiuto invernale (en)

Sostegno delle esperte e degli esperti svizzeri sul posto 

DDal febbraio 2022 la DSC ha inviato oltre 70 esperti ed esperte del Corpo svizzero di aiuto umanitario (CSA) in Ucraina e Moldova per affiancare le rappresentanze svizzere e sostenere le organizzazioni umanitarie in loco (CICR, ONU, ONG).

Per esempio, in seguito alla distruzione della diga di Kakhovka, due specialisti in ingegneria e WASH (acqua, servizi igienici e sanitari) del CSA hanno contribuito a fornire soluzioni a breve e medio termine per attenuare le conseguenze della distruzione della diga. Inoltre, la Svizzera ha fornito tubi e pompe acquistati localmente e urgentemente necessari agli operatori della rete idrica a monte della diga. In questo modo è stato possibile ripristinare sistemi di approvvigionamento idrico che funzionano anche a livelli d’acqua inferiori. 31 serbatoi d’acqua, anch’essi acquistati in Ucraina, e scaffali di riempimento dell’acqua provenienti dalla Svizzera forniscono ora acqua potabile ad altre 60 000 persone.

Aiuto finanziario e sostegno multilaterale

Per quanto riguarda l’aiuto finanziario, la Confederazione si avvale di strumenti di organizzazioni internazionali, come la Banca Mondiale o la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), che hanno creato fondi per raccogliere i contributi stanziati da vari Paesi a favore dell’Ucraina.

Poiché a causa della guerra le entrate fiscali sono crollate, il fondo Public Expenditures for Administrative Capacity Endurance (PEACE) della Banca Mondiale sostiene il bilancio statale ucraino in modo da garantire, per esempio, il versamento degli stipendi alle e ai dipendenti del settore pubblico, come insegnanti o agenti di polizia. Nel 2022 la Confederazione ha finanziato il fondo con 10 milioni di franchi e nel 2023 ne ha messi a disposizione altri 20.

Attraverso l’Ukraine Relief, Recovery, Reconstruction and Reform Trust Fund (URTF) la Confederazione contribuisce con 54 milioni di franchi alle riparazioni urgenti delle infrastrutture energetiche distrutte. Sostiene inoltre con 10 milioni di franchi l’Ukraine Energy Support Fund dell’Energy Community allo scopo di fornire, per esempio, le attrezzature necessarie a riparare le infrastrutture energetiche ucraine (quando possibile con partner svizzeri).

La Svizzera supporta poi con un contributo di 3 milioni di franchi un’iniziativa della Banca Mondiale per valutare i danni causati dalla guerra e definire gli interventi prioritari. A questo proposito, si prepara a sostenere un fondo della BERS («Eastern Europe Energy Efficiency and Environment Partnership») con un importo di oltre 20 milioni di franchi. Il fondo servirà a concedere sovvenzioni per l’ammodernamento e il ripristino delle infrastrutture municipali in Ucraina, con particolare attenzione all’efficienza energetica.

Attraverso la BERS, la Confederazione si impegna soprattutto per sostenere l’economia privata ucraina. Lo Small Business Impact Fund punta a migliorare le condizioni quadro per le PMI fornendo consulenza, rafforzando le catene di approvvigionamento, facilitando l’accesso ai finanziamenti o creando parchi industriali. Tramite la Società finanziaria internazionale (IFC), la Svizzera ha sostenuto con 9,5 milioni di franchi uno strumento di finanziamento misto mediante il quale vengono concessi crediti a contadini e aziende agricole. Grazie al Fondo d’investimento svizzero per i mercati emergenti (Swiss Investment Fund for Emerging Markets, SIFEM), la Svizzera partecipa finanziariamente all’Horizon Capital Growth Fund, che promuove startup nei settori dell’informatica e delle esportazioni e attraverso cui le imprese agricole continuano ad avere accesso al credito.

Panoramica finanziaria

Dal febbraio 2022, la Confederazione ha stanziato oltre 441 milioni di franchi per sostenere azioni di cooperazione internazionale in Ucraina e nei Paesi confinanti. Tra queste, per esempio, la fornitura di beni di prima necessità, l’aiuto ai sistemi medico-sanitari, il decentramento e la digitalizzazione, la formazione professionale e le PMI, come pure il rafforzamento del settore agricolo. La collaborazione con gli attori locali nel contesto ucraino è fondamentale perché in Ucraina sono presenti forze operative importanti e qualificate. Gli attori locali dispongono di contatti e know-how, possono permettere una risposta immediata e flessibile e consentono anche agli aiuti umanitari di accedere agli ultimi chilometri nelle regioni del fronte, solitamente inaccessibili alla maggior parte degli attori internazionali per motivi di sicurezza.

Ucraina (Cooperazione internazionale)

Ucraina (SECO) (de, fr, en)

Newsticker Ucraina

Sminamento umanitario

L’Ucraina è diventata uno dei Paesi più minati del mondo. Si stima che oltre un terzo del suo territorio – vale a dire 156 000 km2, sia contaminato da mine e altri ordigni bellici. Ciò corrisponde a quattro volte la superficie della Svizzera.

Il 29 settembre 2023 il Consiglio federale ha approvato un finanziamento di 100 milioni di franchi per gli anni 2024–2027 per lo sminamento delle zone civili e agricole in Ucraina e la ricostruzione del Paese. L’erogazione di questo importo, fornito in parti uguali dal Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) e dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), è in corso. La Svizzera ha già collaborato a operazioni di sminamento umanitario in Ucraina. Nel 2022 e nel 2023 è stato stanziato attraverso il DFAE un importo totale di 15,2 milioni di franchi destinato, in particolare, a sostenere le attività del Centro internazionale di Ginevra per lo sminamento umanitario (GICHD) e della Fondazione svizzera per lo sminamento (FSD). Il DDPS ha fornito alle organizzazioni umanitarie ucraine un dispositivo di sminamento della Fondazione Digger, che ha sede nel Giura, e ha finanziato la formazione di esperte ed esperti ucraini in sminamento umanitario da parte del GICHD.

Pace, diritti umani e diritto internazionale umanitario

La giustizia è un presupposto fondamentale per ristabilire una pace duratura in Ucraina. Ecco perché la Svizzera sostiene meccanismi e processi volti a perseguire penalmente i crimini internazionali, come i crimini di guerra o il crimine di aggressione. Insieme ad altri 42 Paesi ha per esempio deferito la situazione dell’Ucraina alla Corte penale internazionale e ne ha sostenuto le indagini, su richiesta della Corte, mettendo a disposizione specialisti forensi per un invio di durata limitata affinché il procuratore capo potesse avviare immediatamente le indagini. La Svizzera si sta inoltre adoperando per la creazione di un tribunale speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina.

Vista l’entità delle violazioni legate all’aggressione militare perpetrata dalla Russia, non sarà tuttavia possibile perseguire penalmente ogni singolo caso. Pertanto la Svizzera assiste l’Ucraina nell’ampliamento della responsabilizzazione penale mediante altri meccanismi e attività. In tale ottica supporta per esempio le organizzazioni non governative ucraine, l’OSCE e l’ONU nel lavoro di documentazione delle violazioni del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani. Queste prove potranno essere utilizzate in eventuali processi successivi di accertamento della verità.

La Svizzera sostiene inoltre le autorità ucraine nella ricerca e nell’identificazione delle persone scomparse. Non sapere cosa sia successo a un membro della famiglia non è solo un enorme peso per i parenti, ma ostacola anche gli sforzi per promuovere la pace e la coesione sociale.

Infine, la Confederazione appoggia gli sforzi ucraini volti a garantire misure di riparazione complete per le vittime della guerra. È membro del registro internazionale dei danni e finanzia le consultazioni tra le autorità ucraine e la popolazione colpita per garantire che le esigenze di quest’ultima siano prese in considerazione nei futuri meccanismi di riparazione e nelle misure.

Il 15 e il 16 giugno 2024 la Svizzera terrà sul Bürgenstock (nel Cantone di Nidvaldo) una conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina, il cui obiettivo principale è stimolare un futuro processo di pace. A tal fine, la conferenza si presenterà come piattaforma per un dialogo sulle possibili vie per giungere a una pace globale, giusta e duratura per l’Ucraina, basata sul diritto internazionale e sullo Statuto delle Nazioni Unite. Inoltre, vuole creare non solo un’intesa comune del quadro che favorisca questo obiettivo, ma anche definire una tabella di marcia concreta per il processo di pace. Oltre 80 Paesi e organizzazioni hanno confermato la loro partecipazione alla conferenza.

Dossier Conferenza di alto livello sulla pace in Ucraina

Processo di ricostruzione

All’inizio di luglio 2022, l’allora presidente della Confederazione Ignazio Cassis, insieme al primo ministro ucraino Denys Shmyhal, ha riunito per la prima volta tutti i partner importanti (UE, organizzazioni internazionali) allo scopo di avviare il processo politico di ricostruzione dell’Ucraina. La Dichiarazione di Lugano, che ne costituisce il quadro di riferimento, prevede in particolare che sia l’Ucraina a guidare questo processo e che le riforme debbano proseguire in parallelo. Contiene inoltre i Principi di Lugano, intesi come parametri comuni per il futuro. Alla conferenza di Lugano hanno partecipato le delegazioni di 59 Stati e organizzazioni.

I Principi di Lugano sono stati ripresi nell’ambito delle conferenze di Berlino (ottobre 2022) e di Parigi (dicembre 2022), che vertevano sul sostegno all’Ucraina e sul proseguimento del processo di ricostruzione, oltre che della Ukraine Recovery Conference del 2023 a Londra.

Sostegno ai Principi di Lugano

Dossier URC2022

Sostegno a misure future

Il Consiglio federale intende sostenere la ricostruzione in Ucraina con 5 miliardi di franchi nel lungo periodo, e propone un approccio articolato in più fasi: per il periodo 2025–2028 sono già stati stanziati 1,5 miliardi di franchi, che saranno finanziati attraverso il bilancio della cooperazione internazionale (CI). Con questo importo la Svizzera può continuare a sostenere l’Ucraina attraverso l’aiuto umanitario, la collaborazione bilaterale allo sviluppo e canali multilaterali. Per la fase 2029–2036, con ulteriori fondi per un importo di 3,5 miliardi di franchi, il Consiglio federale esaminerà altre fonti di finanziamento oltre alla CI. Con questo contributo il Consiglio federale intende aumentare il sostegno alla ricostruzione in Ucraina e incentivare la collaborazione con il settore privato.

Buoni uffici

All’inizio della guerra la Svizzera ha offerto i suoi buoni uffici alle due parti in conflitto. Su richiesta dell’Ucraina ha negoziato con quest’ultima un accordo sulla rappresentanza degli interessi ucraini in Russia (mandato in qualità di potenza protettrice). Tuttavia, dato che la Russia ha pubblicamente rifiutato questo mandato, non è stato possibile attivarlo.

Buoni uffici

Organizzazioni internazionali

Dall’inizio dell’aggressione militare russa, la situazione in Ucraina è stata tematizzata a più riprese anche da diverse organizzazioni. Il Consiglio di sicurezza dell’ONU si è occupato spesso dell’Ucraina.

Nei suoi interventi di fronte all’Assemblea generale dell’ONU e, dall’inizio del 2023, in qualità di membro non permanente del Consiglio di sicurezza dell’ONU, la Svizzera ha condannato fermamente l’aggressione militare contro l’Ucraina e ha chiesto ripetutamente il rispetto del diritto internazionale e la protezione della popolazione civile.

Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite, con sede a Ginevra, ha istituito, anche con l’appoggio svizzero, una commissione d’inchiesta che raccoglie informazioni sulle violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario in relazione al conflitto.

Il nostro Paese prende sempre posizione anche nei dibattiti sulla situazione in Ucraina in seno al Consiglio d’Europa e all’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE).

Newsticker Consiglio di sicurezza dell’ONU

OSCE

«A medio termine è molto importante che tutti si siedano allo stesso tavolo»

Consiglio d’Europa

«Lo shock è stato grande, ma non ha affatto indebolito il Consiglio d’Europa»

Ricerca e tutela del patrimonio culturale

Tramite il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) è stato concesso un credito di solidarietà pari a 9 milioni di franchi a favore delle ricercatrici e dei ricercatori ucraini nel nostro Paese.

La Confederazione si è impegnata per la tutela del ricco patrimonio culturale ucraino sostenendo finanziariamente i progetti di attori della società civile e organizzazioni internazionali come l’UNESCO e l’OSCE. Per prevenire la distruzione o la rimozione illecita di beni culturali ucraini, sono stati per esempio stanziati fondi per rafforzare i controlli alle frontiere e per creare una piattaforma online per lo scambio semplificato di informazioni tra Paesi.

A oltre una cinquantina di musei delle regioni di Odessa e Kharkiv sono stati inviati materiali di imballaggio e di protezione non più reperibili sul posto. Diversi pezzi unici della collezione del Museo nazionale d’arte di Kyiv sono inoltre stati portati in Svizzera per essere custoditi e presentati al pubblico. Grazie al sostegno finanziario della Confederazione è stato possibile creare una collezione di libri in ucraino in numerose biblioteche pubbliche della Svizzera.

Guerra in Ucraina: misure per ricercatrici e ricercatori (Fondo nazionale svizzero, in tedesco, francese e inglese)

Sanzioni

Il 28 febbraio 2022 il Consiglio federale ha deciso di adottare le sanzioni dell’UE nei confronti della Russia, aumentandone l’efficacia. La Svizzera ha aderito in breve tempo anche ai seguenti pacchetti di sanzioni dell’UE.

Le sanzioni comprendono per esempio misure mirate contro più di 1703 persone e 421 organizzazioni (congelamento di valori patrimoniali e divieti d’ingresso), numerose misure finanziarie, il divieto di commercio di alcuni beni e il divieto di fornire determinati servizi al Governo russo o a società russe. Inoltre, la Svizzera partecipa alla definizione dei limiti massimi di prezzo del greggio e dei prodotti petroliferi provenienti dalla Russia («oil price cap»), assicurandosi tuttavia che nelle sanzioni si prevedano deroghe per non ostacolare le attività umanitarie.

L’adozione delle sanzioni imposte dall’UE non influisce sulla neutralità della Svizzera. Il nostro Paese continua ad attenersi in modo rigoroso agli obblighi fissati dal diritto della neutralità e non appoggia militarmente nessuna delle parti in conflitto. Il Consiglio federale ha sfruttato il margine di manovra concessogli dalla politica di neutralità: decidendo di adottare le sanzioni imposte dall’UE alla Russia si è basato sul fatto che l’aggressione militare russa contro l’Ucraina costituisce una grave violazione delle norme basilari del diritto internazionale.

L’attuazione efficace e completa delle sanzioni adottate rappresenta una priorità per il Consiglio federale. In quest’ambito, la cooperazione sul piano tecnico tra la Svizzera e i suoi partner internazionali funziona perfettamente. Le esperte e gli esperti responsabili si consultano quotidianamente con le autorità competenti in materia di sanzioni dei vari Paesi. Tale scambio di informazioni avviene ai sensi della legge sugli embarghi e viene messo attivamente in pratica dalle autorità svizzere. La Svizzera è determinata a portare avanti in maniera costruttiva l’ottima cooperazione con i suoi Paesi partner, orientandola a valori e obiettivi comuni e intensificandola ove necessario.

Provvedimenti in relazione alla situazione in Ucraina (SECO)

Domande e risposte sulla neutralità della Svizzera

Migrazione

Nel marzo 2022 il Consiglio federale ha deciso di attivare per la prima volta lo statuto di protezione S per le persone in fuga dall’Ucraina, che assicura loro un diritto di soggiorno senza dover avviare la procedura d’asilo ordinaria. Nel novembre 2023 l’Esecutivo ha deciso di prorogare questa misura fino a marzo 2025, sempre che la situazione non si stabilizzasse prima. Dallo scoppio della guerra alla fine di maggio 2024, la Svizzera ha concesso lo statuto di protezione S a oltre 104 000 persone provenienti dall’Ucraina. Per oltre 65 000 di queste tale statuto era ancora attivo alla fine del mese in questione.

Nell’ambito della piattaforma di supporto alla Moldova (Solidarity-Platform Moldova), la Svizzera si è inoltre dichiarata disposta ad accogliere un contingente di 500 cittadine e cittadini ucraini in cerca di protezione che si trovano in Moldova. Alla fine di maggio 2024 erano 256 le persone ammesse in Svizzera nell’ambito di questa piattaforma. La Svizzera ha anche accolto civili gravemente malati provenienti dall’Ucraina per prestare loro assistenza sanitaria e altri gruppi particolarmente vulnerabili, come orfani o minori in affidamento.

L’accoglienza e l’assistenza alle cittadine e ai cittadini ucraini in cerca di protezione, così come l’elevato numero di richiedenti l’asilo, mettono sotto pressione il sistema di asilo, in particolare quello dei Cantoni e dei Comuni, che sono tenuti a fornire alloggi a lungo termine alle persone in cerca di protezione.

Per facilitare l’integrazione nel mercato del lavoro delle persone titolari dello statuto di protezione S, è stata concessa loro l’autorizzazione a esercitare un’attività lucrativa dipendente o indipendente senza dover osservare il periodo di attesa di tre mesi. Inoltre, nell’aprile 2022 il Consiglio federale ha deciso ulteriori misure di integrazione nei loro confronti, in particolare per agevolare l’apprendimento di una lingua ufficiale e la partecipazione al mercato del lavoro. Nel novembre 2023 il Consiglio federale ha inoltre deciso che il tasso di occupazione delle persone con statuto di protezione S dovrà raggiungere il 40 % entro la fine del 2024. L’8 maggio 2024 è stato lanciato un pacchetto di misure nazionali per promuovere l’integrazione nel mercato del lavoro delle persone con lo statuto di protezione S. La Confederazione, i Cantoni, le parti sociali e le organizzazioni degli interessati devono intensificare la loro collaborazione per integrare nel mercato del lavoro un numero ancora maggiore di persone con lo statuto di protezione S.

Informazioni per i profughi provenienti dall’Ucraina (SEM)

A complemento dell’impegno del DFAE/DSC e della Segreteria di Stato dell’economia (SECO) in Ucraina, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) sostiene attualmente nove progetti in Paesi confinanti con l’Ucraina. Otto progetti, per un importo totale di circa 10 milioni di franchi, sono in corso di attuazione da parte di organizzazioni internazionali e ONG nei Paesi confinanti con l’Ucraina nell’ambito del Rapid Response Fund del secondo contributo svizzero. I progetti riguardano i settori dell’integrazione, delle infrastrutture e del processo di asilo. In precedenza, lo stesso strumento era stato utilizzato per sostenere, con 5 milioni di franchi ciascuno, le misure sollecitate dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) e dall’UNICEF a favore di questa regione.

La SEM sostiene inoltre i rifugiati ucraini in Moldova, Paese non appartenente all’UE. Qui, per il periodo 2023–2024, la Confederazione sta contribuendo con 1 milione di franchi a un progetto gestito dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (ACNUR) che punta a far applicare il locale statuto di protezione temporanea e a integrare i richiedenti l’asilo ucraini nel mercato del lavoro moldavo.

Sostegno finanziario della Confederazione dal 24 febbraio 2022

Dall’inizio del conflitto fino al 31 maggio 2024, la Confederazione ha versato in totale circa 3,37 miliardi di franchi a sostegno della popolazione colpita dalla guerra in Ucraina, sia in Svizzera che all’estero.

Circa 441 milioni di franchi (13,1%) di questo importo provengono dalle tre unità responsabili della cooperazione internazionale (DSC, SECO e DPDU) per l’aiuto umanitario e le misure di cooperazione economica e allo sviluppo: tra questi, per esempio, la fornitura di oltre 1400 t di beni di prima necessità, il sostegno ai sistemi medico-sanitari, il decentramento e la digitalizzazione, la formazione professionale e le PMI, come pure il rafforzamento del settore agricolo. Alcuni progetti e fondi multilaterali sono stati istituiti a livello transfrontaliero. Per esempio, oltre 50 milioni di franchi della spesa della CI sono andati a beneficio delle popolazioni colpite dalla guerra nei Paesi della regione, in particolare in Moldova.

Circa 37 milioni di franchi (1,1%) provenivano dal DDPS ed erano costituiti principalmente da donazioni di materiale, che sono state consegnate all’Ucraina. Questi includono, per esempio, veicoli per il servizio antincendio, attrezzature medico-sanitarie o abbigliamento invernale.

2,87 miliardi di franchi (85,1%) provenivano invece dalla Segreteria di Stato della migrazione (SEM) per l’accoglienza e il sostegno di persone a beneficio dello statuto di protezione S in Svizzera, e includono, per esempio, il sostegno della Confederazione ai Cantoni per l’assistenza sociale, i costi amministrativi o vari programmi cantonali di sostegno. Una piccola parte dell’impegno della SEM consiste anche nel promuovere progetti a favore di rifugiati ucraini nei Paesi confinanti.

Anche altri uffici federali hanno partecipato al sostegno della popolazione colpita con circa 25 milioni di franchi (0,7%), volti per esempio a proteggere i beni culturali, a sostenere ricercatori e ricercatrici ucraini in Svizzera o a organizzare l’Ukraine Recovery Conference a Lugano.

L'impegno della Svizzera prima del 2022

La Svizzera e l’Ucraina intrattengono buone e diversificate relazioni diplomatiche dalla proclamazione dell’indipendenza di quest’ultima nel 1991. La Confederazione può quindi contare su un’importante rete di contatti e partner per il sostegno all’Ucraina.

Cooperazione internazionale

Dopo l’annessione della Crimea da parte della Russia e lo scoppio del conflitto armato del 2014 nell’Ucraina orientale, nel 2015 la Svizzera ha rafforzato il proprio impegno in Ucraina. Il budget per la cooperazione internazionale è stato quasi raddoppiato per la strategia di cooperazione 2015–2018 e da allora è stato ulteriormente ampliato. Inoltre, l’impegno della DSC e della SECO è stato rafforzato dalla Divisione Pace e diritti umani (DPDU; prima Divisione Sicurezza umana) e dall’Aiuto umanitario della Confederazione. Nel 2015 diversi convogli provenienti dalla Svizzera hanno raggiunto le aree separatiste dell’Ucraina orientale, dove hanno consegnato alla popolazione prodotti chimici per il trattamento dell’acqua potabile e farmaci. La Svizzera è stata il primo Paese terzo a fornire aiuti di questa portata su entrambi i lati della cosiddetta linea di contatto. Complessivamente, dal 2014 al 2021 la Svizzera ha fornito all’Ucraina una cooperazione internazionale bilaterale del valore di 250 milioni di franchi, di cui 41,5 in aiuti umanitari.

Ucraina (Cooperazione internazionale)

Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE)

Nel 2014 la Svizzera ha assunto la presidenza dell’OSCE. In questa veste, ha svolto un ruolo chiave negli sforzi internazionali per l’allentamento delle tensioni in Ucraina. A seguito dell’annessione della Crimea da parte della Russia, sfociata in un conflitto aperto in Ucraina orientale, il 21 marzo il Consiglio permanente dell’OSCE ha deciso di inviare in Ucraina una missione speciale di osservazione. Da quel momento in poi, la missione ha riferito regolarmente sulla situazione della sicurezza e su altre questioni, fornendo anche un supporto per la mediazione. La Svizzera ha messo a disposizione per diversi anni il vice-capo missione, Alexander Hug (2014–2018). In risposta al conflitto nell’Ucraina orientale, l’OSCE ha istituito il gruppo di contatto trilaterale (Trilateral Contact Group, TCG) e, durante i negoziati ad alto livello a Minsk, ha definito gli accordi come base per l’ulteriore processo negoziale insieme ai capi di Stato e di Governo del cosiddetto «Formato Normandia» (Francia, Germania, Ucraina e Russia). L’inviato speciale per l’Ucraina e il gruppo di contatto trilaterale nominato dalla presidenza della Svizzera, la diplomatica Heidi Tagliavini, era presente in loco. Nel contesto dei negoziati del gruppo di contatto trilaterale, la Svizzera ha assunto diversi ruoli chiave: oltre a Heidi Tagliavini, ha messo a disposizione altro personale, come Heidi Grau in qualità di inviato speciale (2020–2021) e Toni Frisch come coordinatore del gruppo di lavoro umanitario del gruppo di contatto trilaterale (2015–2021) e numerosi consulenti. La crisi in Ucraina e nelle zone limitrofe ha messo in luce una crisi più profonda della sicurezza europea. Nell’ambito della presidenza dell’OSCE nel 2014, è stato istituito un gruppo di esperti in stretta collaborazione con la Serbia (presidenza 2015) e la Germania (presidenza 2016), con il mandato di elaborare un rapporto e delle proposte (Panel of Eminent Persons on European Security as a Common Project).

Ultima modifica 13.06.2024

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