Convenzione europea dei diritti dell’uomo

Fiammella di una candela davanti allo sfondo della bandiera europea a rappresentare la promozione dei diritti dell’uomo
L’Europa promuove i diritti dell’uomo © Commissione europea

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU) garantisce i diritti fondamentali quali il diritto alla vita, la proibizione della tortura, il diritto alla libertà e alla sicurezza, a un equo processo, al rispetto della sfera privata, la libertà d’opinione o il divieto della discriminazione. La Convenzione è stata conclusa il 4 novembre 1950 a Roma e la Svizzera l’ha ratificata nel 1974.

Diversi protocolli aggiuntivi, che ampliano il catalogo dei diritti tutelati, hanno completato la Convenzione (protocolli aggiuntivi 1, 4, 6, 7, 12, 13 e 16). La Svizzera ha sottoscritto il protocollo n° 1 e ha ratificato i seguenti:

  • protocollo n° 6 del 28.04.1983 sull’abolizione della pena di morte, entrato in vigore in Svizzera il 13.10.1987
  • protocollo n° 7 del 22.11.1984, entrato in vigore in Svizzera l’01.11.1988
  • protocollo n° 13 del 03.05.2002 sull’abolizione della pena di morte in qualsiasi circostanza, entrato in vigore in Svizzera l’01.07.2003

La Svizzera ha inoltre ratificato svariati protocolli di modifica. Contrariamente ai protocolli aggiuntivi, tali protocolli modificano il testo stesso della convenzione ed è quindi necessaria l’approvazione di tutti gli Stati contraenti. I protocolli di modifica più importanti sono:

  • protocollo n° 11 dell’11.051994, entrato in vigore l'01.11.1998
  • protocollo n° 14 del 13.05.2004, entrato in vigore l'01.06.2010

Contrariamente ad altri strumenti per la salvaguardia dei diritti umani, la CEDU ha istituito un meccanismo di controllo che consente a ogni singolo individuo, segnatamente dopo l’esaurimento di tutte le vie di ricorso interne, di inoltrare un ricorso dinanzi alla Corte europea dei diritti dell’uomo per violazione della Convenzione e dei suoi protocolli. Fino al 31.10.1998, tali ricorsi venivano esaminati dalla Commissione europea dei diritti dell'uomo e soltanto in seguito, a dipendenza delle circostanze, anche dalla Corte europea dei diritti dell'uomo. È in quel periodo che lo svizzero Stefan Trechsel assumeva la presidenza della Commissione europea dei diritti dell’uomo. 

La rappresentanza della Svizzera in seno alla Corte europea è affidata all'Ufficio federale di giustizia (Settore Protezione internazionale dei diritti dell'uomo). I formulari per i ricorsi alla Corte europea e un foglio informativo sono disponibili presso l’Ufficio federale di giustizia o la Corte europea.