Basi del diritto internazionale per la lotta al terrorismo

Nella lotta al terrorismo gli Stati devono comunque restare entro determinati limiti, ossia rispettare i diritti dell’uomo e il diritto internazionale. Fanno stato il diritto internazionale consuetudinario, il diritto internazionale cogente e le convenzioni internazionali per la tutela dei diritti dell’uomo, dei diritti dei rifugiati e del diritto internazionale umanitario. La Carta dell’ONU contiene le regole base per l’autorizzazione a ricorrere alla forza.

I tipi di strumenti giuridici in vigore

La lotta contro il terrorismo condotta a livello internazionale poggia su numerosi trattati e convenzioni:

  • convenzioni tradizionali per la lotta alla criminalità transfrontaliera
  • accordi bilaterali sull’assistenza giudiziaria e di estradizione e convenzioni per la cooperazione a livello di polizia tra la Svizzera e altri Stati
  • accordi specifici e risoluzioni delle Nazioni Unite (ONU) per la lotta al terrorismo

In seno all’ONU, le decisioni in merito a misure per la lotta al terrorismo spettano in primo luogo all’Assemblea generale e al Consiglio di sicurezza. Più di 20 agenzie ONU si occupano della prevenzione e della lotta al terrorismo. Nel settembre 2006, l’Assemblea generale ha dato seguito a un rapporto del Segretario generale dell’ONU approvando una strategia globale per la lotta al terrorismo.

16 convenzoni e Protocolli universali

L’ONU ha varato 16 accordi e Protocolli universali per la lotta a forme specifiche di terrorismo. La Svizzera li ha ratificati tutti.

Dal 2000, un Comitato dell’Assemblea generale dell’ONU sta lavorando a una convenzione globale contro il terrorismo internazionale. Essa dovrà colmare le lacune nella lotta al terrorismo, ma da qualche tempo le trattative si sono arenate. La controversia riguarda la validità della convenzione per le forze armate statali e i movimenti di liberazione. La Svizzera si adopera per ottenere una ripresa dei negoziati e auspica la prossima firma di un testo che rispetti i diritti dell’uomo e il diritto internazionale umanitario.

Risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell’ONU

Il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha di nuovo ribadito che il terrorismo costituisce una minaccia per la pace mondiale e la sicurezza internazionale. Diverse risoluzioni obbligano gli Stati membri dell’ONU a impedire e a combattere il terrorismo e il suo finanziamento (risoluzioni 1267,1373 e 1540). 

Il Consiglio di sicurezza ha disposto sanzioni volte a limitare le transazioni finanziarie e la libertà di movimento dei membri di Al-Qaida e dei talebani. La Svizzera ha inserito tali disposizioni nel diritto elvetico e assiste anche altri Stati nell’applicazione con misure di assistenza tecnica. Diversi comitati sorvegliano l’applicazione delle risoluzioni. La Svizzera assicura la propria collaborazione. 

La Svizzera ha avanzato proposte al Consiglio di sicurezza sul modo di migliorare i provvedimenti contro il terrorismo, sempre nel rispetto dei diritti dell’uomo.

Misure del Consiglio d’Europa

Dall’11 settembre 2001, anche il Consiglio d’Europa ha moltiplicato gli sforzi nella lotta al terrorismo. In particolare, si occupa di garantire il rispetto dei diritti dell’uomo, della democrazia e dello Stato di diritto. Nel novembre 2001, il Consiglio d’Europa ha deciso di creare un gruppo di lavoro multidisciplinare sul terrorismo, mentre dal febbraio 2003 un gruppo di esperti (CODEXTER) si occupa del perfezionamento degli strumenti legali contro il terrorismo. La Svizzera vi partecipa attivamente.

Finora il Consiglio d’Europa ha elaborato tre convenzioni contro il terrorismo, che completano precedenti convenzioni dello stesso Consiglio d’Europa in materia penale e sull’estradizione. Esse colmano lacune in settori non ancora universalmente regolamentati.

Le linee guida del Consiglio d’Europa emanate il 15 luglio 2002 sui diritti dell’uomo e la lotta al terrorismo costituiscono un fondamentale complemento alla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Collaborazione con l’Unione europea

Nella lotta al terrorismo la Svizzera collabora anche con l’Unione europea (UE):

  • nel quadro di Europol: scambio di informazioni, analisi operative e strategiche di strutture teoriche, consulenza e sostegno nelle indagini e stazionamento di agenti di collegamento
  • nel quadro dell’accordo di Schengen sulla cooperazione in materia di sicurezza: cooperazione a livello di polizia, assistenza giudiziaria in materia penale