Cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo

La lotta al terrorismo e alle sue cause è considerata un compito comune di tutti gli Stati. Anche la Svizzera partecipa attivamente promuovendo la cooperazione a livello internazionale.

All’interno dell’amministrazione federale spetta al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) il coordinamento della lotta al terrorismo a livello di politica estera. Il DFAE è il punto di contatto e guida il gruppo di lavoro interdipartimentale sul terrorismo.

La Svizzera ha ratificato tutti i sedici accordi e protocolli internazionali adottati dall’ONU riguardanti la lotta a forme specifiche di terrorismo. Con alcuni Stati, la Svizzera ha siglato accordi bilaterali speciali relativi per esempio alla cooperazione di polizia con gli Stati confinanti. Oltre a ciò la Svizzera partecipa direttamente a determinati strumenti dell’Unione europea (Europol, Schengen).

Oltre all’Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU), nella lotta al terrorismo il Consiglio di sicurezza dell’ONU assume un ruolo sempre più importante. In diverse risoluzioni ha disposto vaste misure contro presunti terroristi e istituito il „Counter-Terrorism Committee“ che si occupa dell’applicazione e sorveglianza di questi provvedimenti. Fino al 2006 la Svizzera ha consegnato al Comitato 5 rapporti.

Nel settembre 2006, l’Assemblea generale dell’ONU ha approvato la Strategia globale di lotta al terrorismo. Come contributo all’attuazione della strategia dell’ONU, nel novembre 2007 la Svizzera, insieme a Costa Rica, Giappone, Slovacchia e Turchia, ha avviato un „Processo internazionale sulla cooperazione globale nell’ambito della lotta contro il terrorismo”. L’obiettivo di tale processo è di sviluppare idee per un coordinamento più efficiente della lotta al terrorismo in seno all’ONU e di conferire maggiore legittimità e un effetto a lungo termine ai provvedimenti adottati delle Nazioni Unite contro il terrorismo, tenendo conto in particolare del rispetto dei diritti dell’uomo. Il 24 luglio 2008 il rappresentante permanente della Svizzera presso l’ONU a New York, insieme agli altri promotori, ha illustrato i risultati del processo. Il documento finale contiene 19 raccomandazioni all’attenzione dell’Assemblea generale dell’ONU, che sono state presentate nel settembre 2008 in occasione del primo esame formale della Strategia.

Fra le 19 raccomandazioni, vi è fra l’altro la proposta di istituire una nuova piattaforma ONU al fine di consentire ai coordinatori antiterrorismo degli Stati membri di discutere fra loro e con i rappresentanti dell’ONU e di altre istituzioni internazionali sui problemi attuali e sulle possibili soluzioni nell’ambito della lotta al terrorismo. Visto che tutte le parti coinvolte hanno unanimemente espresso il bisogno di mettere maggiormente in relazione i provvedimenti dell’ONU con le esigenze degli Stati membri, creando in tal modo le condizioni per un’attuazione efficace della Strategia, il 12 e il 13 ottobre 2009 la Svizzera ha organizzato, congiuntamente con Austria, Costa Rica, Giappone, Norvegia, Slovacchia e Turchia e con i competenti servizi dell’ONU, un „International Workshop of National Counter-Terrorism Focal Points” che avrà luogo a Vienna. Questa nuova piattaforma dovrebbe offrire l’opportunità di discutere, oltre che delle questioni legate a un miglior coordinamento, anche di aspetti pratici concernenti la protezione dei diritti dell’uomo nell’ambito della lotta al terrorismo, nonché dei fattori che favoriscono il terrorismo. Al workshop partecipano rappresentanti di oltre 100 Stati membri dell’ONU e di oltre trenta organizzazioni e istituzioni internazionali e regionali.

“Nel settembre 2011 la Svizzera è diventata un membro del Forum globale dell’antiterrorismo (Global Counterterrorism Forum, GCTF). Quest’organismo è composto da 29 Paesi sparsi per il globo nonché dall'UE e si prefigge di rafforzare e completare le attività internazionali in corso nella lotta al terrorismo.”

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