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Comunicato stampa, 04.11.2020

«In questo periodo particolare, una stretta cooperazione tra i nostri Stati è la sola risposta adeguata alle difficoltà attuali», ha dichiarato il consigliere federale Ignazio Cassis in occasione della 130a sessione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa svoltasi sotto la presidenza della Grecia. Durante l’incontro i ministri degli affari esteri hanno adottato la Dichiarazione di Atene, nella quale ribadiscono gli impegni necessari a rispondere efficacemente alla crisi sanitaria nel rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto, valori fondativi del Consiglio d’Europa. I principali rappresentanti dell’organizzazione si sono inoltre riuniti per celebrare il 70° anniversario della Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

La protezione dei diritti umani è particolarmente importante in tempo di crisi. Nel suo discorso rivolto ai ministri, il consigliere federale Ignazio Cassis ha sottolineato che le limitazioni alle libertà fondamentali rese necessarie dalla crisi di COVID-19 sono accettabili solo se rispettano le rigide condizioni stabilite dalla CEDU. «In tempo di crisi il senso e il valore della CEDU si rafforzano», ha affermato il capo del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

Durante l’incontro svoltosi in forma digitale a causa della crisi sanitaria, i ministri hanno adottato la Dichiarazione di Atene, che definisce una serie di principi per «rispondere efficacemente a una crisi sanitaria nel pieno rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto». Il documento evidenzia inoltre il ruolo importante delle diverse istituzioni del Consiglio d’Europa nella gestione della crisi. I ministri vi hanno poi ribadito il proprio impegno a favore dell’unità e della solidarietà in Europa nonché di una protezione efficace della salute pubblica nel rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto.

Settantesimo anniversario della CEDU
In seguito alla riunione ministeriale, il presidente del Comitato dei ministri e quello dell’Assemblea parlamentare, insieme alla segretaria generale e ad altri alti rappresentanti dell’organizzazione, si sono incontrati ad Atene per celebrare il 70° anniversario della CEDU. La convenzione, che è stata aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa il 4 novembre 1950 a Roma, ha messo in piedi un vero e proprio sistema europeo di protezione dei diritti fondamentali. Oggi quasi 830 milioni di persone possono rivolgersi alla Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo quando ritengono che siano stati violati i loro diritti fondamentali. Il processo di riforma detto «di Interlaken», lanciato durante la presidenza svizzera del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa nel 2010, ha permesso in larga misura di garantire l’efficacia a lungo termine del sistema della CEDU.

Il Consiglio d’Europa di fronte alla crisi di COVID-19
Dall’ultima sessione ministeriale di Helsinki del maggio 2019, il Consiglio d’Europa è riuscito a cogliere le sfide politiche, istituzionali e finanziarie che si è trovato ad affrontare negli ultimi anni, in particolare in relazione alle conseguenze dell’annessione russa della Crimea nel 2014. Nel 2020 la crisi sanitaria ha costretto l’organizzazione a definire nuovi mezzi di funzionamento. La Svizzera si è impegnata a garantire la capacità di funzionamento dell’organizzazione.

Il Consiglio d’Europa, istituito nel 1949, ha sede a Strasburgo e oggi conta 47 Stati membri. La Svizzera vi ha aderito nel 1963. La presidenza semestrale della Grecia si concluderà il 18 novembre per passare alla Germania.


Informazioni supplementari:

La Convenzione europea dei diritti dell’uomo celebra i suoi 70 anni


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Ultima modifica 28.01.2022

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